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I pianoforti digitali
- Quali sono le differenze tra pianoforte acustico, digitale, elettrico ed elettronico?
- il pianoforte acustico
è lo strumento che ci è familiare che produce il suono grazie a
martelli ricoperti di feltro
che percuotono delle corde metalliche: si tratta quindi dello strumento che
tutti conoscono, e viene normalmente
chiamato semplicemente pianoforte (aggiungiamo acustico solo quando dobbiamo
sottolineare la differenza dagli
altri tipi di pianoforte, che da esso derivano)
- il pianoforte digitale
è uno strumento elettronico mirato ad imitare il pianoforte il
più fedelmente possibile, sia nel
suono che nel tocco. Il suono è campionato o comunque generato
artificialmente, e riprodotto tramite amplificatori
e casse acustiche. Il tocco viene invece "pesato" tramite sistemi di molle o
leve che imitino la sensazione prodotta dalla meccanica dei pianoforti acustici
- il pianoforte elettrico
è uno strumento elettro-acustico (la chitarra elettrica è il
più noto del gruppo): la
generazione del suono avviene analogamente agli strumenti acustici – una vera
meccanica mette in vibrazione una o
più corde, o altra parte metallica; la particolarità sta nella
presenza di pick-up, che catturano il segnale acustico
per trasmetterlo all'apparato di amplificazione. Questo genere di strumenti ha
conosciuto un certo successo tra la
fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta
- il pianoforte acustico-digitale
è un normale pianoforte acustico che può anche operare da
pianoforte digitale. Si
tratta di uno strumento nato nell'ultimo decennio, allo scopo soprattutto di
potere suonare anche nelle ore notturne
(grazie all'ascolto in cuffia)
- per "pianoforte elettronico",
spesso semplicemente sinonimo di "pianoforte digitale", può talvolta intendersi uno strumento detto più frequentemente
"tastiera elettronica" (o, scorrettamente, "pianola"),
con tasti non pesati e di estensione perlopiù notevolmente ridotta
rispetto a quella del pianoforte. Il suono è
nella maggior parte dei casi generato tramite sintetizzatore, sebbene possano esserci anche
suoni campionati. Questo strumento,
generalmente adottato nella musica rock, non ha di fatto niente a che spartire
col pianoforte: l'unica analogia
consiste nella comune appartenenza alla famiglia degli strumenti a tastiera.
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Come sono costruiti i pianoforti digitali?
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I componenti principali sono: una tastiera con meccanica pesata, sensori che
misurino la velocità dei tasti, un set di suoni
campionati o generati da un sintetizzatore, uno o due amplificatori, e prese
per amplificatori e cuffia
- Il pianoforte digitale è fondamentalmente un surrogato di quello
acustico: mira perciò a riprodurne il più fedelmente
possibile le caratteristiche di suono e tocco. Fondamentali sono quindi le voci
di pianoforte, che devono venire
campionate da un pianoforte acustico di alta qualità molti pianoforti
digitali dispongono comunque di altre voci
- Quando il tasto viene azionato, il sensore ne stabilisce la velocità, e
un microchip può calcolare il volume di suono
corrispondente nel pianoforte tradizionale. Anche il peso dei tasti -
determinato da sistemi meccanici basati sull'azione di
molle e leve – dev'essere il più vicino possibile al modello originale:
si mira perciò ad una resistenza al tocco molto
maggiore che in altri strumenti a tastiera anche tradizionali quali l'organo a
canne
- La maggior parte dei pianoforti digitali offrono registri aggiuntivi rispetto a
quello (o quelli) di pianoforte, che sono però
di gran lunga i più importanti nella valutazione della qualità
dello strumento.
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Quali sono i vantaggi del pianoforte digitale rispetto all'acustico?
I principali vantaggi del pianoforte digitale sono:
-
Relativa maneggevolezza. Il peso è normalmente inferiore alla metà di quello dei
verticali acustici (per non
parlare dei coda). Il fatto che digitale sia inoltre smontabile ne facilita il
trasporto
- Non occorre accordatura.
Il pianoforte acustico va accordato una-due volte l'anno (o più, nel
caso di uso molto
intenso). I suoni nel pianoforte digitale sono invece registrati
elettronicamente in forma numerica (da qui il termine
digitale, dall'inglese "digit", che significa "cifra")
- Possibilità di suonare in cuffia.
Sarà così possibile esercitarsi anche in piena notte senza
disturbare nessuno. Si
noti che questa opzione è condivisa dai pianoforti acustico-digitali
- Facilità di manutenzione.
Occorre solo prestare un po' di attenzione, come per le altre apparecchiature
elettroniche: non versare liquidi, evitare l'esposizione diretta alla luce
solare e un eccessivo impolveramento. per il
resto, in pratica, non occorre fare niente
- Interfaccia elettronica.
Molti pianoforti digitali hanno un'interfaccia MIDI, che consente il
collegamento al
computer o ad altri dispositivi dotati di presa MIDI. Si godranno così
tutti i vantaggi della tecnologia digitale
- Pluralità di registri.
Con un pianoforte digitale non ci si limita al suono di pianoforte. In
particolare, si potranno
eseguire con maggiore fedeltà le opere organistiche e clavicembalistiche.
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Quali gli svantaggi?
-
Qualità del suono.
Per quanto accuratamente il suono possa essere campionato, si rimane nei
limiti di un suono digitale ed amplificato. Il gap con il suono originale del pianoforte acustico
può diminuire con il progredire della tecnologia, ma non essere annullato
- Restrizione delle possibilità interpretative.
In uno strumento acustico, grazie alle diverse tecniche di esecuzione,
è possibile produrre una gamma infinita di colori timbrici. Il
pianoforte digitale può solamente riprodurre i suoni
come sono stati inizialmente registrati: questo limita le sfumature
interpretative in ragione della quantità di suoni
disponibili. La tecnologia Harmonic imaging, grazie all'abbondanza e alla
precisione del campionamento, mette in grado l'esecutore di avvicinarsi moltissimoalle potenzialità
esecutive del pianoforte acustico
- In caso di guasto.
Come negli altri dispositivi elettronici, possono esserci rotture o danni -
per esempio nelle
schede, nella meccanica o nell'amplificazione. Individuare l'origine del guasto
può essere più difficoltoso che nel
pianoforte acustico
- Longevità.
Il pianoforte tradizionale ha una vita di diversi decenni, pur scontando un
certo declino di qualità col
passare del tempo. Il pianoforte digitale ha prevedibilmente (i primi sono
stati prodotti negli anni Ottanta) un arco
di vita più breve, anche a prescindere dall'obsolescenza tecnica – vale
a dire, dal fatto che nuove tecnologie
rendono superate le precedenti
- Rapido deprezzamento.
Si tratta di una naturale conseguenza di quanto visto al punto
"longevità". Se un
pianoforte acustico rappresenta anche un buon investimento, da questo punto di
vista quello digitale condivide il
destino delle altre apparecchiature elettroniche, dal computer agli impianti
HI-FI: una rapida perdita di valore nel
tempo.
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Quali sono le caratteristiche principali che un buon pianoforte digitale deve avere?
Prima di andare a scegliere un pianoforte digitale, prendete una cuffia di
buona qualità e portatela con voi nel negozio di pianoforti. Con la
cuffia,
potrete provare più a lungo e paragonare la resa in cuffia a quella a
suono amplificato. L'ascolto in cuffia presenta il
vantaggio di rivelare alcune sottili pecche che possono venire mascherate da
una buona amplificazione. Se ci sono
pianoforti acustici, usateli per confrontare il suono.
Ricordate che sarete voi a usare il pianoforte, e non il venditore o un
eventuale vostro accompagnatore, quindi seguite
anche il vostro intuito.
Ovviamente, esistono alcuni criteri relativamente oggettivi di scelta:
-
Meccanica.
La sensazione sotto le dita è quella di un vero pianoforte? Il digitale può solo imitare all'originale,
ma più peso della tastiera e reazione al tocco vi si avvicinano, meglio sarà
- Capacità dinamica.
Provate il pianissimo e il fortissimo, vedete quanto lo strumento può seguirvi.
In generale, deve esservi la migliore rispondenza possibile al vostro tocco, non solo
in volume di suono, ma anche in sfumature di colore
- Suono.
Impostate il suono principale di pianoforte, scegliete una nota e suonatela
forte – tenendola e aspettando che il suono si esaurisca. La durata è sufficiente?
è possibile che il suono sia asfittico; o che, al contrario, sia
troppo lungo e pertanto innaturale (si può fare la controprova su un
pianoforte acustico, per confronto). Si sentono "loops" (innaturali ripetizioni di
suono dovute al campionamento)? Ripetete questa prova con un accordo
- Effetto stereofonico.
Suonate qualcosa che progredisca lungo tutta l'estensione della tastiera, dal
basso all'altro
(o viceversa): per esempio una scala, un arpeggio esteso, una serie di accordi
progressivi. La disposizione dei
suoni è realistica, ovvero i suoni bassi sembrano venire da sinistra e
quelli alti da destra?
-
Polifonia.
Indica quante note possono venire riprodotte contemporaneamente. Se la
polifonia è ridotta (12-16),
suonando col pedale molte verranno indebitamente eliminate subito, mentre
dovrebbero poter durare più a lungo;
questo succede perché, una volta raggiunto il limite massimo di suoni,
le note aggiuntive cominceranno ad
eliminare le precedenti
- Un buon test
è suonare l'ottava di do più bassa tenendo schiacciato il pedale
di destra, e poi suonare un glissando
(equivale a una "strisciata" continua delle dita sulla tastiera) di cinque
ottave o più. I modelli mediocri
interromperanno alcune note bruscamente, in modo avvertibile; i peggiori
elimineranno una o ambedue le note più
basse, che sono invece importanti armonicamente. I migliori strumenti riescono
invece a rendere quasi inavvertibile
l'eliminazione delle note in sovrannumero
- Design.
Il pannello di controllo è gradevole e facile da usare? alcuni design
infelici prevedono i controlli troppo
vicini alla tastiera, col pericolo di azionarli inavvertitamente mentre si
suona – con effetti anche disastrosi se si
esegue un pezzo in publico
- Altre opzioni.
I suoni disponibili oltre al pianoforte sono quelli che desiderate? La loro
qualità è adeguata?
Apprezzabile è l'effetto "reverbero", che riproduce l'acustica di
ambienti differenti quali una stanza, uno studio, una piccola sala, un teatro. La tastiera dovrebbe essere inoltre munita di un
coperchio, di grande utilità per mantenere lo strumento pulito ed efficiente
- Opzioni di accordatura e regolazione del suono.
Se è vero che il pianoforte digitale non si accorda o intona,
alcuni modelli offrono la possibilità di intervenire comunque sul suono,
simulando l'intervento di un accordatore
specializzato. Abbiamo ad esempio (riportiamo l'indicazione inglese del
fabbricante Kawai):
-
Transpose.
Lo standard nell'accordatura è una frequenza (ovvero, altezza del
suono) di 440 Hertz per il la
centrale; se si suona con altri strumenti o con cantanti può essere
però necessario tenersi un po' più alti o bassi
- Tuning temperament.
Un'altra possibilità è quella di accordare lo strumento con
sistemi alternativi a quello
temperato o equabile (consacrato dal Clavicembalo ben temperato di Johann
Sebastian Bach): la serie CA
mette a disposizione ben sette alternative – oltre al sistema temperato in due
versioni (semplice o con curva
crescente di accordatura, che fa risaltare i toni alti), quello pitagorico ed
una serie di sistemi in voga in epoca
rinascimentale e barocca.
-
Pedali.
Hanno gradazioni intermedie, oppure sono semplicemente on/off? Nel pianoforte
acustico si possono
ottenere molti effetti timbrici grazie ad un uso sapiente del mezzo-pedale
- Amplificazione.
Potenza e posizionamento sono decisivi per un buon rendimento del pianoforte.
La potenza non
serve solo a suonare forte, ma può venire impiegata anche per ottenere
una migliore qualità di suono. Ovviamente,
l'importanza di questo aspetto viene drasticamente ridimensionata se si suona
spesso in cuffia, o in collegamento
con un impianto esterno di diffusione sonora.
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Quali sono le principali differenze tra le diverse marche e modelli?
-
Le maggiori differenze tra produttori riguardano:
-
campionamento del suono
-
lineamenti fondamentali di progettazione della meccanica (i modelli superiori della Kawai utilizzano
i pregiati tasti di legno,anzichè quelli usuali in materiale sintetico)
-
amplificazione
-
design
-
Le differenze tra diversi modelli dello stesso produttore riguardano di solito:
-
peso e precisione della meccanica (nel caso di Kawai, anche il materiale)
-
potenza, numero e dimensione delle casse
-
numero di registri
-
polifonia (suoni riproducibili contemporaneamente)
-
optionals (un eventuale sequencer, metronomo, etc.)
In generale, i pianoforti più costosi imitano più fedelmente il
pianoforte, con miglior tocco e suono. La differenza tra un
modello medio ed uno super-economico è di solito rilevantissima, mentre
tra i medi e più costosi è meno rilevante -
concerne soprattutto l'amplificazione e le opzioni aggiuntive.
La maggior parte dei pianoforti sul mercato appartiene alla fascia media e ha
usualmente caratteristiche accettabili per la
maggior parte degli utenti.
-
Ogni quanto tempo si verificano guasti?
è impossibile rispondere con certezza. Molte persone possiedono un
digitale da più di dieci anni, e non hanno mai avuto
un problema. In altri casi sono stati necessari continui interventi tecnici.
Come per altri prodotti elettronici, alcuni
sembrano "nascere male", indipendentemente da marca o modello. Si tratta
comunque di una minoranza di casi – ed è
previsto un periodo iniziale di garanzia per tutelare l'acquirente da evenienze
del genere.
Questa pagina è un adattamento delle F.A.Q. sui pianoforti digitali di Kawai Australia.
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