È opinione comune che comprando uno strumento usato si possa risparmiare.
In effetti, la spesa è spesso minore che per il nuovo, e un pianoforte di seconda mano può
anche avere un buon rapporto tra qualità e prezzo.
Si tenga però presente che un tale acquisto va soppesato con grande attenzione: si tratta di
un'operazione decisamente insidiosa per il compratore, in quanto presuppone una buona conoscenza degli
aspetti costruttivi dello strumento, o molta fiducia nel venditore, sia esso un privato o un negoziante;
in quest'ultimo caso, si corre minore pericolo di sorprese negative, anche se il costo può essere
più elevato: l'intervento del rivenditore dovrebbe infatti comportare l'effettuazione dei necessari interventi
tecnici di manutenzione e riparazione.
Oltretutto, nel caso dei pianoforti usati vi è estrema variabilità di pregio tra strumento e strumento:
a parte il fatto che è difficoltoso trovare modelli comparabili — anche perché la maggior parte
dei fabbricanti del passato oggi non esistono più — è necessario considerare le differenze
determinate dall'età e dalle condizioni di conservazione e manutenzione, sulle quali è
impossibile avere informazioni precise. Particolarmente dannosi sono la salsedine, l'eccessiva umidità,
un sistema scorretto di riscaldamento della casa (come si vede, in linea di massima ciò che è sano
per le persone lo è pure per i pianoforti).
Anche a prescindere da eventuali danni al mobile, il tempo esercita infatti un'azione di degrado graduale — si parla
comunque di decenni — ma implacabile: anzitutto sulla meccanica (le parti in movimento sono di regola le soggette
a maggior usura), e poi sulle altre componenti — in particolare sulla tavola armonica che negli anni perde la
"carica" (una lieve bombatura che, conferendo elasticità, ne esalta le capacità
di naturale amplificazione del suono): sebbene quest'ultimo inconveniente sia più difficile da apprezzare
rispetto al malfunzionamento della meccanica, è anche più insidioso perché richiederebbe
onerosi interventi tecnici di ripristino.
A questo proposito va segnalata quanto sia ingannevole per il consumatore un'opera di rinnovo solo estetica dell'usato
(quel che purtroppo accade in molti casi), cui non corrisponda un'adeguata qualità musicale e meccanica.
L'acquirente è spesso indotto in errore, perché inconsapevolmente si tende ad attribuire allo
strumento un valore funzionale, difficile da giudicare, pari a quello estetico che è invece sotto gli occhi.
Se a questo aggiungiamo che è molto difficile giudicare come il lavoro di restauro sia stato eseguito sulle
parti meccaniche e strutturali, ci rendiamo conto di quanto sia arduo comparare i prezzi: non si dimentichi
comunque di raffrontarli sempre a quelli dello strumento nuovo con caratteristiche analoghe, che potrebbe risultare
più conveniente di quanto non si pensi. La concorrenza esercita sul prezzo un'azione moderatrice; tale
concorrenza è molto più trasparente nel caso di strumenti nuovi: il prezzo, quindi, è
tendenzialmente più alto negli usati, rispetto almeno alla qualità – che tende a decadere col
passare del tempo.
Ci sono comunque alcuni elementi oggettivi che possono aiutare nella valutazione:
- anzitutto, l'età dello strumento: è della massima importanza poterla determinare con certezza.
Questo lo si può fare osservando il numero di matricola, impresso normalmente sul telaio,
controllando che sia integro e autentico.
Questo numero verrà poi cercato sotto il marchio corrispondente in pubblicazioni specializzate, che riportano i numeri di
matricola per anno di fabbricazione — per informazioni potete scriverci (cliccare di seguito per i numeri di matricola
Kawai);
- poi, il marchio. In passato esistevano molti fabbricanti, spesso piccoli artigiani, che oggi non esistono
più. Anche se essi costruivano talvolta ottimi strumenti, un pianoforte di una marca ancora esistente gode
di valutazione maggiore;
- infine l'uso che verrà fatto del pianoforte. Più la funzione sarà ornamentale, più
ci si potrà orientare liberamente dalle costrizioni tecniche – i mobili dei pianoforti vecchi sono talvolta molto
belli. Più ci si orienterà invece a suonare effettivamente il pianoforte, più dovrà
essere preferito lo strumento nuovo (al limite, un usato recente).